La mia opinione sulle ronde

19 Aprile 2009

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La sicurezza è nelle nostre città un problema reale, questo non significa giustificare indistintamente ogni affermazione e ogni presunta soluzione. Credo occorra discutere con razionalità rifiutando le strumentalizzazioni politiche.
Definita una patologia non tutte le cure vanno bene e qualcuna può addirittura peggiorare la malattia!
Ricordiamoci della cura Di Bella contro il cancro, sembrava a qualcuno un’ottima terapia e invece: “questa potrebbe essere non solo inefficace ma anche nociva per i pazienti negando a essi (o procrastinando) l’accesso a farmaci antineoplastici di dimostrata efficacia” Così ha affermato Consiglio superiore della Sanità.
Lo dico per sottolineare che non basta dire che il problema c’è per giustificare una qualsiasi soluzione.
Non sono contrario alla collaborazione dei cittadini con le forze dell’ordine, al contrario la auspico. Non ci sono, con le attuali leggi, ostacoli a questa collaborazione. Istituire le “ronde” significa avviare un processo e bisogna capire dove ci porta questo processo e capire cosa succederebbe in concreto nella vita della nostra comunità.
Pongo un paio di questioni:
1. che succede se un malvivente si ribella alle ronde? Le forze dell’ordine devo attivarsi per proteggere le ronde? Oppure le ronde devono “alzare” la propria capacità offensiva dando il via ad un’escalation?
2. Possono essere “politicizzate” le ronde? Può capitare che ci siano ronde con sensibilità culturali e politiche diverse? Che succede se si vengono a scontrare ronde con “sensibilità” diverse?
Nel primo e nel secondo caso potremmo trovarci di fronte alla necessità di impiegare le forze dell’ordine per difendere le ronde.
Qualcuno dice che le ronde, dotate di solo telefonino, si limiterebbero a chiamare la polizia di fronte ad un fatto criminoso.
Anche in questo caso va capito in concreto che cosa mettiamo in moto: telefonate che segnalano situazioni valutate gravi con che criterio? E le forze di polizia, di fronte ad un eccesso di segnalazioni, che dovrebbe fare? Correre in modo inconcludente da un posto all’altro?
Sono domande che evidenziano un fatto: la proposta ronde sembra facile ma, quando si prova a pensare in pratica, genera molti problemi che non hanno una soluzione facile.
Sono quindi favorevole ad una collaborazione dei cittadini, al fatto che siano monitorati i quartieri, che ci sia una presenza nei parchi ad esempio dei nonni vigili, come di fronte alle scuole ma non sono d’accordo con le ronde istituzionalizzate.

Nucleare si o no? Io sono contrario all

24 Gennaio 2009

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Non sono contrario all’energia nucleare. Penso che sia importante usare le energie rinnovabili (energia idraulica, energia eolica, energia fotovoltaica ed anche risparmio energetico) ma credo anche che queste energie non bastino per soddisfare il fabbisogno energetico di un mondo in cui vivono oramai 7 miliardi di persone. (8 miliardi nel 2020)

Prima della rivoluzione industriale nel mondo vivevano all’incirca 600 milioni di persone; fino ad allora le energie utilizzate erano solo quelle rinnovabili ovvero quelle animali, un po’ di energia eolica ed idraulica, l’energia di combustione del legno.

La rivoluzione industriale si è avviata -1760- e si è sviluppata grazie al carbone e circa un secolo dopo è iniziato l’utilizzo intensivo del petrolio. Ancora un secolo dopo sono state realizzate le prime centrali nucleari a fissione.

I combustibili fossili, il carbone e il petrolio, che rappresentano un accumulo di energia avvenuta in passate ere geologiche, sono destinati prima o dopo ad esaurirsi.. speriamo il più tardi possibile. Liberano energia formando, tra gli altri elementi, anidride carbonica che è responsabile dell’effetto serra.

Non mi pare possibile che il mondo possa funzionare con 7 miliardi di persone, una gran parte delle quali ha a disposizione quantità minime di energia, pensando di utilizzare solo le “energie rinnovabili” e in attesa dell’energia da “fusione”, che rappresenta la grande speranza per il futuro, mi pare inevitabile utilizzare il nucleare.

Naturalmente si tratta di utilizzare tutte le precauzioni possibili per un nucleare pulito e sicuro sia nella produzione di energia sia nello smaltimento delle scorie.
Su questo, e non sulla paura di una tecnologia, è aperta una sfida. Quanto all’incontro Sarcozy-Berlusconi mi pare che per ora abbia solo sortito un annuncio

UNA LETTERA AI CITTADINI DI PADOVA

2 Gennaio 2009

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Cara amica, caro amico,

in questi 5 anni la nostra città ha raggiunto obbiettivi importanti. Il Tram, che viaggia dalla Stazione alla Guizza e presto raggiungerà Pontevigodarzere; il viadotto di Padova Est, che ha chiuso l’anello delle tangenziali; il ponte tra via Sarpi e via Dalmazia, fra poco completato; il centro Altinate – San Gaetano, nuovo motore culturale con protagonisti i giovani. Il restauro di fondamentali monumenti cittadini come il Palazzo della Ragione. Abbiamo poi investito molte risorse sui servizi sociali per le famiglie, gli anziani e i bambini, sulla tutela dell’ambiente, con l’aumento del verde e delle piste ciclabili, sul decoro dei quartieri, di cui ci siamo presi cura con manutenzioni continue. Con una dedizione particolare ci siamo occupati delle nostre scuole, risistemandole e costruendone di nuove. Abbiamo adottato anche tante iniziative per la sicurezza e contro il degrado (via Anelli chiusa e bonificata; le multe a prostitute e clienti; la lotta serrata allo spaccio di droga). Oggi Padova è più bella e sempre più attrezzata per svolgere la funzione di capitale del Nord Est. Forte dell’esperienza di questi anni, ho deciso di candidarmi a sindaco perché sono convinto di poter condividere con te un progetto realistico e ambizioso per la Padova del futuro. Per superare questa fase di crisi, per tornare a crescere, dobbiamo puntare sulle nostre risorse migliori: valorizzare il ruolo della nostra prestigiosa Università, realizzare il nuovo polo ospedaliero, centro di eccellenza per la ricerca e per la salute, difendere dalla grande distribuzione il commercio diffuso, che rende vivaci i nostri rioni, aiutare le nostre aziende ad essere competitive sui mercati italiani e internazionali. Ci conosciamo da tempo e abbiamo creato tra noi un rapporto positivo, di fiducia, di amore condiviso verso Padova. Conosco le tue preoccupazioni, sono anche le mie, quelle di un padre di famiglia che ha a cuore sopra ogni cosa il futuro dei propri ragazzi, ai quali dobbiamo restituire la speranza in un lavoro e un reddito sicuri. Di una cosa puoi essere certo: nessuno sarà lasciato solo di fronte alle difficoltà di questo momento. La solidarietà e la generosità non sono per noi parole vuote, ma valori fondanti della nostra comunità, della cultura religiosa e laica di cui Padova è così ricca. Abbiamo una responsabilità importante: lasciare ai nostri figli una città più solidale, più sicura, più forte di quella che abbiamo ereditato dai nostri padri.

Con il contributo di idee e di passione di tutti voi sicuramente, assieme, ci riusciremo.

Un saluto affettuoso

Flavio Zanonato

GALAN: L’ENERGUMENO FANNULLONE

17 Dicembre 2008

Non è la prima volta che mi capita di vedere come si comporta il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, uno che pianifica le provocazioni e approfitta delle iniziative pubbliche per lanciare strali e pestare a destra e a sinistra, i propri avversari politici interni ed esterni. Clamorosa la volta che, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università, ha interrotto con invettive il Ministro Fabio Mussi. In molte altre occasioni dopo iniziative, in cui ero parte come relatore, si è lasciato andare a insulti e a considerazioni sprezzanti nei miei confronti (ultima l’iniziativa sul nuovo ospedale di Padova, dove rispondendo ai giornalisti, non ha lesinato apprezzamenti pesanti su di me). Questa volta all’energumeno è andata male! Arrivato, come da copione, all’ultimo minuto alla tavola rotonda, che precedeva la posa della prima pietra della torre di ricerca della Città della Speranza, ha approfittato della platea e del fatto che aveva per ultimo la parola per, come ha detto lui stesso, “fare polemica” attaccando la CGIL che assente non poteva replicare. Sono stati i volontari vicentini della Città della Speranza i primi a reagire contestandolo, poi anch’io gli ho ricordato che era da cialtroni polemizzare su un tema del tutto diverso con degli assenti. Come al solito il presidente non fa nulla per affrontare e risolvere i problemi ma cerca visibilità con le sue maleducate provocazioni. Sbaglia a pensare che siamo dei burattini, che stanno sul palcoscenico a fare le comparse, quando lui abusa del suo ruolo istituzionale!

I violenti a Padova vanno fermati

9 Dicembre 2008

Il 4 dicembre, verso le 14, una ventina di teppisti, guidati da Omid Firouzi, cercando di entrare a Palazzo Moroni, ha aggredito e ferito alcuni alcuni agenti di polizia.
Si tratta di un atto di estrema gravità e l’Amministrazione comunale presenterà una denuncia dettagliata su quanto accaduto all’Autorità giudiziaria. Questi personaggi che continuano a minacciare e aggredire chiunque non la pensi come loro rappresentano un passato lontano che la comunità padovana ha respinto, sconfitto e ormai dimenticato. Nonostante la ormai tarda età di alcuni di loro e l’isolamento che contraddistingue la loro presenza in città, non si rassegnano ad abbandonare i metodi provocatori e violenti. Si tratta degli stessi soggetti, che si presentano sotto la sigla “Collettivo di Scienze politiche”, che pochi giorni fa hanno impedito un confronto democratico all’interno dell’Università e che, ieri sera, hanno occupato uno spazio pubblico assegnato dall’Amministrazione all’associazione Famiglie contro la droga.
L’Amministrazione comunale esprime la più sentita solidarietà alle Forze dell’Ordine aggredite e ribadisce il suo impegno affinché in una città civile, democratica e solidale come Padova non ci sia nessuno spazio per chi fa della violenza, dell’illegalità e del sopruso la propria pratica.
Flavio Zanonato