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	<title>Il Blog di Flavio Zanonato</title>
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	<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 06:21:52 +0000</pubDate>
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		<title>UNA LETTERA AI CITTADINI DI PADOVA</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 18:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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Cara amica, caro amico,
in questi 5 anni la nostra città ha raggiunto obbiettivi importanti. Il Tram, che viaggia dalla Stazione alla Guizza e presto raggiungerà Pontevigodarzere; il viadotto di Padova Est, che ha chiuso l&#8217;anello delle tangenziali; il ponte tra via Sarpi e via Dalmazia, fra poco completato; il centro Altinate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- ~~sponsor~~ --></p>
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<div>Cara amica, caro amico,</div>
<p>in questi 5 anni la nostra città ha raggiunto obbiettivi importanti. Il Tram, che viaggia dalla Stazione alla Guizza e presto raggiungerà Pontevigodarzere; il viadotto di Padova Est, che ha chiuso l&#8217;anello delle tangenziali; il ponte tra via Sarpi e via Dalmazia, fra poco completato; il centro Altinate – San Gaetano, nuovo motore culturale con protagonisti i giovani. Il restauro di fondamentali monumenti cittadini come il Palazzo della Ragione. Abbiamo poi investito molte risorse sui servizi sociali per le famiglie, gli anziani e i bambini, sulla tutela dell&#8217;ambiente, con l&#8217;aumento del verde e delle piste ciclabili, sul decoro dei quartieri, di cui ci siamo presi cura con manutenzioni continue. Con una dedizione particolare ci siamo occupati delle nostre scuole, risistemandole e costruendone di nuove. Abbiamo adottato anche tante iniziative per la sicurezza e contro il degrado (via Anelli chiusa e bonificata; le multe a prostitute e clienti; la lotta serrata allo spaccio di droga). Oggi Padova è più bella e sempre più attrezzata per svolgere la funzione di capitale del Nord Est. Forte dell’esperienza di questi anni, ho deciso di candidarmi a sindaco perché sono convinto di poter condividere con te un progetto realistico e ambizioso per la Padova del futuro. Per superare questa fase di crisi, per tornare a crescere, dobbiamo puntare sulle nostre risorse migliori: valorizzare il ruolo della nostra prestigiosa Università, realizzare il nuovo polo ospedaliero, centro di eccellenza per la ricerca e per la salute, difendere dalla grande distribuzione il commercio diffuso, che rende vivaci i nostri rioni, aiutare le nostre aziende ad essere competitive sui mercati italiani e internazionali. Ci conosciamo da tempo e abbiamo creato tra noi un rapporto positivo, di fiducia, di amore condiviso verso Padova. Conosco le tue preoccupazioni, sono anche le mie, quelle di un padre di famiglia che ha a cuore sopra ogni cosa il futuro dei propri ragazzi, ai quali dobbiamo restituire la speranza in un lavoro e un reddito sicuri. Di una cosa puoi essere certo: nessuno sarà lasciato solo di fronte alle difficoltà di questo momento. La solidarietà e la generosità non sono per noi parole vuote, ma valori fondanti della nostra comunità, della cultura religiosa e laica di cui Padova è così ricca. Abbiamo una responsabilità importante: lasciare ai nostri figli una città più solidale, più sicura, più forte di quella che abbiamo ereditato dai nostri padri.</p>
<p>Con il contributo di idee e di passione di tutti voi sicuramente, assieme, ci riusciremo.</p>
<p>Un saluto affettuoso</p>
<p>Flavio Zanonato</p>
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		<title>Nucleare si o no? Io sono contrario all&#8217;energia nucleare ma&#8230;.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 09:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono contrario all&#8217;energia nucleare. Penso che sia importante usare le energie rinnovabili (energia idraulica, energia eolica, energia fotovoltaica ed anche risparmio energetico) ma credo anche che queste energie non bastino per soddisfare il fabbisogno energetico di un mondo in cui vivono oramai 7 miliardi di persone. (8 miliardi nel 2020)
Prima della rivoluzione industriale nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono contrario all&#8217;energia nucleare. Penso che sia importante usare le energie rinnovabili (energia idraulica, energia eolica, energia fotovoltaica ed anche risparmio energetico) ma credo anche che queste energie non bastino per soddisfare il fabbisogno energetico di un mondo in cui vivono oramai 7 miliardi di persone. (8 miliardi nel 2020)</p>
<p>Prima della rivoluzione industriale nel mondo vivevano all&#8217;incirca 600 milioni di persone; fino ad allora le energie utilizzate erano solo quelle rinnovabili ovvero quelle animali, un po&#8217; di energia eolica ed idraulica, l&#8217;energia di combustione del legno.</p>
<p>La rivoluzione industriale si è avviata -1760- e si è sviluppata grazie al carbone e circa un secolo dopo è iniziato l&#8217;utilizzo intensivo del petrolio. Ancora un secolo dopo sono state realizzate le prime centrali nucleari a fissione.</p>
<p>I combustibili fossili, il carbone e il petrolio, che rappresentano un accumulo di energia avvenuta in passate ere geologiche, sono destinati prima o dopo ad esaurirsi.. speriamo il più tardi possibile. Liberano energia formando, tra gli altri elementi, anidride carbonica che è responsabile dell&#8217;effetto serra.</p>
<p>Non mi pare possibile che il mondo possa funzionare con 7 miliardi di persone, una gran parte delle quali ha a disposizione quantità minime di energia, pensando di utilizzare solo le &#8220;energie rinnovabili&#8221; e in attesa dell&#8217;energia da &#8220;fusione&#8221;, che rappresenta la grande speranza per il futuro, mi pare inevitabile utilizzare il nucleare.</p>
<p>Naturalmente si tratta di utilizzare tutte le precauzioni possibili per un nucleare pulito e sicuro sia nella produzione di energia sia nello smaltimento delle scorie.<br />
Su questo, e non sulla paura di una tecnologia, è aperta una sfida. Quanto all&#8217;incontro Sarcozy-Berlusconi mi pare che per ora abbia solo sortito un annuncio</p>
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		<title>La mia opinione sulle ronde</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 11:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La sicurezza è nelle nostre città un problema reale, questo non significa giustificare indistintamente ogni affermazione e ogni presunta soluzione. Credo occorra discutere con razionalità rifiutando le strumentalizzazioni politiche.
Definita una patologia non tutte le cure vanno bene e qualcuna può addirittura peggiorare la malattia!
Ricordiamoci della cura Di Bella contro il cancro, sembrava a qualcuno un&#8217;ottima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">La sicurezza è nelle nostre città un problema reale, questo non significa giustificare indistintamente ogni affermazione e ogni presunta soluzione. Credo occorra discutere con razionalità rifiutando le strumentalizzazioni politiche.<br />
Definita una patologia non tutte le cure vanno bene e qualcuna può addirittura peggiorare la malattia!<br />
Ricordiamoci della cura Di Bella contro il cancro, sembrava a qualcuno un&#8217;ottima terapia e invece: &#8220;questa potrebbe essere non solo inefficace ma anche nociva per i pazienti negando a essi (o procrastinando) l&#8217;accesso a farmaci antineoplastici di dimostrata efficacia&#8221; Così ha affermato Consiglio superiore della Sanità.<br />
Lo dico per sottolineare che non basta dire che il problema c&#8217;è per giustificare una qualsiasi soluzione.<br />
Non sono contrario alla collaborazione dei cittadini con le forze dell&#8217;ordine, al contrario la auspico. Non ci sono, con le attuali leggi, ostacoli a questa collaborazione. Istituire le &#8220;ronde&#8221; significa avviare un processo e bisogna capire dove ci porta questo processo e capire cosa succederebbe in concreto nella vita della nostra comunità.<br />
Pongo un paio di questioni:<br />
1. che succede se un malvivente si ribella alle ronde? Le forze dell&#8217;ordine devo attivarsi per proteggere le ronde? Oppure le ronde devono &#8220;alzare&#8221; la propria capacità offensiva dando il via ad un&#8217;escalation?<br />
2. Possono essere &#8220;politicizzate&#8221; le ronde? Può capitare che ci siano ronde con sensibilità culturali e politiche diverse? Che succede se si vengono a scontrare ronde con &#8220;sensibilità&#8221; diverse?<br />
Nel primo e nel secondo caso potremmo trovarci di fronte alla necessità di impiegare le forze dell&#8217;ordine per difendere le ronde.<br />
Qualcuno dice che le ronde, dotate di solo telefonino, si limiterebbero a chiamare la polizia di fronte ad un fatto criminoso.<br />
Anche in questo caso va capito in concreto che cosa mettiamo in moto: telefonate che segnalano situazioni valutate gravi con che criterio? E le forze di polizia, di fronte ad un eccesso di segnalazioni, che dovrebbe fare? Correre in modo inconcludente da un posto all&#8217;altro?<br />
Sono domande che evidenziano un fatto: la proposta ronde sembra facile ma, quando si prova a pensare in pratica, genera molti problemi che non hanno una soluzione facile.<br />
Sono quindi favorevole ad una collaborazione dei cittadini, al fatto che siano monitorati i quartieri, che ci sia una presenza nei parchi ad esempio dei nonni vigili, come di fronte alle scuole ma non sono d&#8217;accordo con le ronde istituzionalizzate.</p>
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		<title>GALAN: L&#8217;ENERGUMENO FANNULLONE</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 10:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che mi capita di vedere come si comporta il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, uno che pianifica le provocazioni e approfitta delle iniziative pubbliche per lanciare strali e pestare a destra e a sinistra, i propri avversari politici interni ed esterni. Clamorosa la volta che, all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico dell&#8217;Università, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è la prima volta che mi capita di vedere come si comporta il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, uno che pianifica le provocazioni e approfitta delle iniziative pubbliche per lanciare strali e pestare a destra e a sinistra, i propri avversari politici interni ed esterni. Clamorosa la volta che, all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico dell&#8217;Università, ha interrotto con invettive il Ministro Fabio Mussi. In molte altre occasioni dopo iniziative, in cui ero parte come relatore, si è lasciato andare a insulti e a considerazioni sprezzanti nei miei confronti (ultima l&#8217;iniziativa sul nuovo ospedale di Padova, dove rispondendo ai giornalisti, non ha lesinato apprezzamenti pesanti su di me). Questa volta all&#8217;energumeno è andata male! Arrivato, come da copione, all&#8217;ultimo minuto alla tavola rotonda, che precedeva la posa della prima pietra della torre di ricerca della Città della Speranza, ha approfittato della platea e del fatto che aveva per ultimo la parola per, come ha detto lui stesso, &#8220;fare polemica&#8221; attaccando la CGIL che assente non poteva replicare. Sono stati i volontari vicentini della Città della Speranza i primi a reagire contestandolo, poi anch&#8217;io gli ho ricordato che era da cialtroni polemizzare su un tema del tutto diverso con degli assenti. Come al solito il presidente non fa nulla per affrontare e risolvere i problemi ma cerca visibilità con le sue maleducate provocazioni. Sbaglia a pensare che siamo dei burattini, che stanno sul palcoscenico a fare le comparse, quando lui abusa del suo ruolo istituzionale!</p>
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		<title>I violenti a Padova vanno fermati</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 16:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 4 dicembre, verso le 14, una ventina di teppisti, guidati da Omid Firouzi, cercando di entrare a Palazzo Moroni, ha aggredito e ferito alcuni alcuni agenti di polizia.
Si tratta di un atto di estrema gravità e l&#8217;Amministrazione comunale presenterà una denuncia dettagliata su quanto accaduto all&#8217;Autorità giudiziaria. Questi personaggi che continuano a minacciare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il 4 dicembre, verso le 14, una ventina di teppisti, guidati da Omid Firouzi, cercando di entrare a Palazzo Moroni, ha aggredito e ferito alcuni alcuni agenti di polizia.<br />
Si tratta di un atto di estrema gravità e l&#8217;Amministrazione comunale presenterà una denuncia dettagliata su quanto accaduto all&#8217;Autorità giudiziaria. Questi personaggi che continuano a minacciare e aggredire chiunque non la pensi come loro rappresentano un passato lontano che la comunità padovana ha respinto, sconfitto e ormai dimenticato. Nonostante la ormai tarda età di alcuni di loro e l&#8217;isolamento che contraddistingue la loro presenza in città, non si rassegnano ad abbandonare i metodi provocatori e violenti. Si tratta degli stessi soggetti, che si presentano sotto la sigla &#8220;Collettivo di Scienze politiche&#8221;, che pochi giorni fa hanno impedito un confronto democratico all&#8217;interno dell&#8217;Università e che, ieri sera, hanno occupato uno spazio pubblico assegnato dall&#8217;Amministrazione all&#8217;associazione Famiglie contro la droga.<br />
L&#8217;Amministrazione comunale esprime la più sentita solidarietà alle Forze dell&#8217;Ordine aggredite e ribadisce il suo impegno affinché in una città civile, democratica e solidale come Padova non ci sia nessuno spazio per chi fa della violenza, dell&#8217;illegalità e del sopruso la propria pratica.<br />
Flavio Zanonato</p>
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		<title>Caro Maroni: lottiamo contro la povertà non contro i poveri</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 00:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Contro la povera gente, contro gli accattoni, contro chi chiede l&#8217;elemosina, contro i barboni o gli zingari c&#8217;è chi propone l&#8217;intolleranza e misure di polizia. 
Si tratta di soluzioni sbagliate e illusorie.
Non è togliendo dalla vista un fenomeno o un problema che lo si risolve. 
Siamo d&#8217;accordo che spesso l&#8217;accattonaggio diventa molesto, che non lo si deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Contro la povera gente, contro gli accattoni, contro chi chiede l&#8217;elemosina, contro i barboni o gli zingari c&#8217;è chi propone l&#8217;intolleranza e misure di polizia. <br />
Si tratta di soluzioni sbagliate e illusorie.<br />
Non è togliendo dalla vista un fenomeno o un problema che lo si risolve. <br />
Siamo d&#8217;accordo che spesso l&#8217;accattonaggio diventa molesto, che non lo si deve accettare se vengono utilizzati dei bambini e che a volte c&#8217;è chi, anche tra i poveri, si approfitta comportandosi scorrettamente, ma la soluzione non sta nel nascondere un fenomeno che c&#8217;è sempre stato ma piuttosto nell&#8217;adottare iniziative concrete per ridurre la povertà estrema.<br />
Basta leggere i Promessi sposi o i Miserabili per vedere come il mendicante, l&#8217;accattone, il diseredato siano sempre esistiti e basta conoscere un po&#8217; di storia per sapere che solo la scuola, il lavoro, la cultura hanno vinto o almeno ridotto il fenomeno della miseria.<br />
Se vogliamo creare una società vivibile dobbiamo impegnarci per dare a tutti vere opportunità di benessere e di vita dignitosa.<br />
La miseria e la povertà non sono un reato o una colpa ma un problema da affrontare con politiche sociali!</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>UNA LETTERA AI RAGAZZI DELLO SPRITZ</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 14:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissime ragazze, carissimi ragazzi, la vostra presenza, ogni sera, nelle piazze rende unica la nostra città e il suo centro storico. Una città è viva se diventa teatro di incontro, di amicizia, di divertimento, e non se viene ridotta a museo inerte e senz’anima. Che le nuove generazioni frequentino e vivano intensamente i luoghi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Carissime ragazze, carissimi ragazzi, la vostra presenza, ogni sera, nelle piazze rende unica la nostra città e il suo centro storico. Una città è viva se diventa teatro di incontro, di amicizia, di divertimento, e non se viene ridotta a museo inerte e senz’anima. Che le nuove generazioni frequentino e vivano intensamente i luoghi più belli di Padova è dunque una tradizione assolutamente positiva. Dobbiamo però saper conciliare il vostro divertimento con il diritto dei cittadini residenti di vivere serenamente nella propria abitazione, potendosi riposare dopo una giornata di lavoro senza dover subire inutili e intollerabili schiamazzi e atteggiamenti incivili che rischiano di rovinare una delle parti più belle di Padova. Allo stesso modo dobbiamo consentire a chi esercita un’attività commerciale di poter svolgere in tranquillità il proprio lavoro, consentendo a tutti i padovani di potersi recare al mercato del centro o sotto il salone a fare la spesa o a bere un aperitivo. So bene che le persone incivili sono una minoranza tra le nuove generazioni, ma pochi soggetti rischiano di compromettere un bene a disposizione di tutti: i luoghi di aggregazione di vita e di lavoro di moltissimi studenti e di altrettanti residenti. Per questo vi chiedo una mano. Isoliamo i violenti e chi non rispetta la libertà altrui e comprendiamo, insieme, la necessità di sanzionare i comportamenti scorretti, che violano palesemente la legge. Se ci riusciremo, potremo preservare la nostra città e proseguire una tradizione di divertimento e di incontro che rende così bella Padova. Benvenuti nelle piazze</p>
<p>Flavio Zanonato</p>
<p></span></p>
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		<title>Il Ministro Maroni sulle &#8220;ronde&#8221;: &#8220;cittadini arrangiatevi!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro Maroni ha fatto dichiarazioni che in qualche modo hanno legittimato le &#8220;ronde&#8221; e non mi ha convinto per nulla, voglio spiegarne il perché. Intanto dobbiamo intenderci cosa sono le ronde; attorno a questa parola girano tre distinti significati. Primo: sono manifestazioni politiche per protestare sul tema della sicurezza, manifestazioni legittime ma che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: medium;">Il ministro Maroni ha fatto dichiarazioni che in qualche modo hanno legittimato le &#8220;ronde&#8221; e non mi ha convinto per nulla, voglio spiegarne il perché. Intanto dobbiamo intenderci cosa sono le ronde; attorno a questa parola girano tre distinti significati. Primo: sono manifestazioni politiche per protestare sul tema della sicurezza, manifestazioni legittime ma che non aiutano le forze di Polizia nel loro lavoro, al contrario impegnano le forze dell’ordine che, sottratte all’attività ordinaria, devono garantire l’ordinato svolgimento di queste iniziative. Secondo: Si tratta di una sorta di polizia privata, di una giustizia &#8220;fai da te&#8221; che il nostro ordinamento giustamente vieta. Solo lo Stato, infatti, è legittimato ad usare la violenza, solo la Magistratura può, motivando, (art. 13 della Costituzione Italiana) privare le persone della libertà. Sono principi di civiltà giuridica di ogni Stato democratico. Nessuno di conseguenza può organizzarsi e svolgere privatamente queste funzioni. Terzo: si tratta di un aiuto alle forze dell’ordine per contrastare la criminalità, di una collaborazione tra cittadini ed Istituzioni. Ad esempio è, non solo legittima ma, opportuna e coraggiosa l’attività dei cittadini che denunciano le intimidazioni mafiose. E, in altri campi, ci sono attività in cui i cittadini si affiancano alle istituzioni per risolvere problemi: la protezione civile o l’attività di soccorso sanitario; a Padova, ad esempio, è enorme l’attività dei volontari di Protezione Civile, della Croce Verde e della Croce Rossa. Nessuno, dotato di buon senso, può quindi dichiararsi contrario a quelle persone che decidono di impiegare una parte del loro tempo per sostenere le attività delle Forze dell’Ordine o di altre istituzioni, purché ciò avvenga nel rigoroso rispetto della legge che attribuisce il monopolio dell’uso della forza allo Stato. La condizione &#8220;SINE QUA NON&#8221; è che queste attività non abbiano un marchio partitico. Una società in cui gruppi di persone appartenenti alle diverse forze politiche si organizzano nel territorio con lo scopo (o il pretesto) di garantire la sicurezza è una società meno sicura. Un gruppo farebbe riferimento alla Lega Nord, l’altro al Popolo delle Libertà, un terzo al Partito Democratico e ancora uno alla Sinistra Radicale.. è evidente che le forze dell’ordine, quelle vere, sarebbero costrette ad intervenire per evitare il peggio e verrebbero in questo modo sottratte al loro compito principale di contrasto del crimine. La mia idea è quindi di accettare ogni forma di collaborazione dei cittadini nel contrasto del crimine ma che solo lo Stato (il Prefetto potrebbe essere la figura di riferimento) possa accogliere e organizzare questo aiuto. Infine non condivido per nulla l’enfatizzazione delle ronde quando proviene dal Ministro degli Interni. E’ Maroni che dovrebbe fare di tutto per garantire la sicurezza e per contrastare la criminalità, dotando la Polizia e i Carabinieri di fondi e di strumenti adeguati per svolgere al meglio il loro difficile compito. Insistere sull’importanza delle ronde equivale a dire ai cittadini: visto che lo Stato non ce la fa a garantire la vostra sicurezza, arrangiatevi da soli. E no caro Ministro, dovete essere tu e il tuo Governo a garantire la sicurezza, su questo avete chiesto il voto e ora dovete rispettare l’impegno.</span></div>
<div><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<p><span style="font-size: medium;"> </p>
<p></span></p>
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		<item>
		<title>La legge Calderoli sul Federalismo Fiscale è una presa in giro</title>
		<link>http://blog.zanonato.it/?p=151</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 19:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa si attende il Nord del Paese dal &#8220;federalismo fiscale&#8221;?  Si aspetta, a torto o a ragione, un aumento di finanziamenti per i servizi e le infrastrutture, in alternativa una diminuzione delle tasse, oppure un mix delle due cose. Questa parte del Paese è convinta di dare molto, in fiscalità, allo Stato e di ricevere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosa si attende il Nord del Paese dal &#8220;federalismo fiscale&#8221;?  Si aspetta, a torto o a ragione, un aumento di finanziamenti per i servizi e le infrastrutture, in alternativa una diminuzione delle tasse, oppure un mix delle due cose. Questa parte del Paese è convinta di dare molto, in fiscalità, allo Stato e di ricevere troppo poco, ed è convinta che il federalismo fiscale correggerà questa situazione che considera ingiusta.  Non è un mistero per nessuno che questa proposta è stata il cavallo di battaglia della Lega Nord, partito al Governo, che ha fatto credere che oggi finalmente siamo alla realizzazione del &#8220;federalismo fiscale&#8221;. E&#8217; giusta questa aspettativa? Deve attendersi il Nord del Paese, dal &#8220;federalismo fiscale&#8221;, un aumento delle risorse statali?  Se la risposta del Governo è NO il Governo ha il dovere di dirlo:  il federalismo fiscale è un&#8217;altra cosa, serve ad esempio, per ridurre la spesa pubblica ma non ad ottenere più risorse al Nord dell&#8217;Italia&#8230;.   Se il Governo risponde che l&#8217;aspettativa è giusta si pone una nuova domanda: può la legge Calderoli, quella attualmente proposta dalla maggioranza di Centro Destra,  attuare questo obiettivo e soddisfare questa aspettativa? La risposta è NO, questa proposta di legge non ha nulla a che fare con l&#8217;aspettativa del Nord, non risponde alla domanda di maggiori risorse.  C&#8217;è  il problema dei tempi: la legge (art. 2) rinvia a decreti governativi, da emanare entro due anni,  l&#8217;attuazione dell&#8217; art. 119 della Costituzione.  Si sa che i tempi delle deleghe sono stati sempre  allungati rispetto alle previsioni; si pensi al Catasto che secondo la legge doveva essere decentrato ai Comuni e che dopo dieci anni è ancora dello Stato. Ma il vero problema sono i contenuti;  non ci sono! Se non per la riproposizione dei contenuti dell&#8217;articolo 119 della Costituzione su cui tutti sono d&#8217;accordo. Manca cioè tutta la parte QUANTITATIVA che, parlando di federalismo fiscale, è la polpa della riforma. Non si capisce chi pagherà i prezzi del federalismo fiscale: lo Stato Centrale? le Regioni? I Comuni? Quali Regioni e quali Comuni?  Credo che con questi presupposti non si andrà molto lontano, perché se è vero che per riforme di grande portata è necessaria una certa gradualità, è altrettanto vero che per raggiungere una meta occorre mettersi in cammino fin da subito, seppur a piccoli passi, nella giusta direzione. Per adesso tutto è immobile e il traguardo appare sempre più lontano.</strong></p>
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		<title>MIRIAM MAKEBA</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ha riempito di tristezza la morte di Miriam Makeba, a lei ero legato da tanti ricordi e da tante emozioni. Quando, poco più che ventenne, ero impegnato nell&#8217;organizzazione giovanile del Pci, una delle attività consisteva nel girare tutti i quartieri della città e i comuni della provincia per proiettare un film documentario in 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><span style="font-size: small;">Mi ha riempito di tristezza la morte di Miriam Makeba, a lei ero legato da tanti ricordi e da tante emozioni. Quando, poco più che ventenne, ero impegnato nell&#8217;organizzazione giovanile del Pci, una delle attività consisteva nel girare tutti i quartieri della città e i comuni della provincia per proiettare un film documentario in 16 mm: &#8220;Il continente nero attende ancora&#8221;. Parlava delle colonie africane portoghesi: l&#8217;Angola, il Mozambico, la Guinea, che non erano ancora emancipate e libere, e parlava di Lumumba, mitico capo della liberazione dell&#8217;Africa assassinato. La colonna sonora era una canzone interpretata da Herry Bellafonte e Miriam Makeba: &#8220;malaika&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Nel 98 sono stato in Mozambico, <span style="font-family: Arial;">per il gemellaggio tra Padova e la città di Beira, e</span> mi e&#8217; tornata in mente quella canzone struggente, simbolo delle sofferenze dell&#8217;Africa.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Ho ripensato a Miriam anche pochi giorni fa, la notte del 4 novembre, e l&#8217;ho immaginata felice, intenta a festeggiare la straordinaria vittoria di Barack Obama, il primo afroamericano eletto Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
<span style="font-family: Arial;">Miriam Makeba è morta come è vissuta, lottando e cantando per gli ultimi, per i dimenticati, per chi non ha voce.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Lei aveva una voce bellissima e ha voluto farla sentire, per l&#8217;ultima volta, a Castelvolturno, in un concerto contro la camorra  e a favore di Roberto Saviano<br />
Con la Vittoria di Obama, un lungo cammino è stato compiuto, e tanti passi sulla strada dell&#8217;emancipazione e della giustizia li abbiamo mossi al ritmo delle canzoni di Miriam Makeba e ispirati dal suo impegno civile e sociale contro l&#8217;apartheid in Sudafrica e per l&#8217;emancipazione dei popoli oppressi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Tanta strada resta da fare, e una nuova generazione si sta assumendo il compito di proseguire nella giusta direzione: quella del progresso sociale e civile, di cui possano essere protagonisti popoli di ogni cultura e religione. Negli Stati Uniti, solo pochi giorni fa, un &#8220;ragazzo&#8221; di colore ha promesso di voler cambiare l&#8217;America e il mondo. Dovremo darci da fare anche qui in Italia. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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