La mia opinione sulle ronde

La sicurezza è nelle nostre città un problema reale, questo non significa giustificare indistintamente ogni affermazione e ogni presunta soluzione. Credo occorra discutere con razionalità rifiutando le strumentalizzazioni politiche.
Definita una patologia non tutte le cure vanno bene e qualcuna può addirittura peggiorare la malattia!
Ricordiamoci della cura Di Bella contro il cancro, sembrava a qualcuno un’ottima terapia e invece: “questa potrebbe essere non solo inefficace ma anche nociva per i pazienti negando a essi (o procrastinando) l’accesso a farmaci antineoplastici di dimostrata efficacia” Così ha affermato Consiglio superiore della Sanità.
Lo dico per sottolineare che non basta dire che il problema c’è per giustificare una qualsiasi soluzione.
Non sono contrario alla collaborazione dei cittadini con le forze dell’ordine, al contrario la auspico. Non ci sono, con le attuali leggi, ostacoli a questa collaborazione. Istituire le “ronde” significa avviare un processo e bisogna capire dove ci porta questo processo e capire cosa succederebbe in concreto nella vita della nostra comunità.
Pongo un paio di questioni:
1. che succede se un malvivente si ribella alle ronde? Le forze dell’ordine devo attivarsi per proteggere le ronde? Oppure le ronde devono “alzare” la propria capacità offensiva dando il via ad un’escalation?
2. Possono essere “politicizzate” le ronde? Può capitare che ci siano ronde con sensibilità culturali e politiche diverse? Che succede se si vengono a scontrare ronde con “sensibilità” diverse?
Nel primo e nel secondo caso potremmo trovarci di fronte alla necessità di impiegare le forze dell’ordine per difendere le ronde.
Qualcuno dice che le ronde, dotate di solo telefonino, si limiterebbero a chiamare la polizia di fronte ad un fatto criminoso.
Anche in questo caso va capito in concreto che cosa mettiamo in moto: telefonate che segnalano situazioni valutate gravi con che criterio? E le forze di polizia, di fronte ad un eccesso di segnalazioni, che dovrebbe fare? Correre in modo inconcludente da un posto all’altro?
Sono domande che evidenziano un fatto: la proposta ronde sembra facile ma, quando si prova a pensare in pratica, genera molti problemi che non hanno una soluzione facile.
Sono quindi favorevole ad una collaborazione dei cittadini, al fatto che siano monitorati i quartieri, che ci sia una presenza nei parchi ad esempio dei nonni vigili, come di fronte alle scuole ma non sono d’accordo con le ronde istituzionalizzate.

18 Commenti a “La mia opinione sulle ronde”

  1. Robye Scrive:

    Condivido ma esprimo anche questo pensiero: le ronde corrispondono alla prima “reazione” a questo stato di insicurezza… quello che manca è la cultura di esser parte di uno stato, di una città. Mi ci metto in mezzo pure io citando gli esempi di chi vede una scorrettezza e non la denuncia, di chi vede azioni contro qualcuno e non interviene..
    Spesso le persone prese dalle questioni personali, dalla vita frenetica e le problematiche che colpiscono individualmente da non avere il tempo, la voglia, la forza, il coraggio di intervenire per la collettività. Sono innumerevoli i casi nei quali in situazioni di violenza le persone abbassano la testa e fanno finta di non vedere… e non parlo di casi estremi, dagli scippi, ai furti.. portati là spesso per curiosità per poi tirare avanti.. Oggi vi sono i casi di linciaggio, ma credo siano a seguito di una saturazione psicologica.
    ..

  2. Elena Scrive:

    L’idea delle ronde evoca situazioni viste nei film western, americani,dove gruppi di cittadini difendono la comunità, lasciamole nei film.

  3. sabrina Scrive:

    Mi viene in mente il patto sociale all’origine dello Stato. In estrema sintesi: deleghiamo la nostra difesa, come singoli, a chi ci difende meglio; così, ci assoggettiamo alle stesse leggi e riconosciamo quest’autorità - di difesa - (a meno di rischio della nostra vita) solo allo Stato…ma la domanda di nuova sicurezza implica che questo sistema non funziona… Forse anche per volontà politica , è solo un’ipotesi ma è un fatto che questo governo ha ridotto gli investimenti per la sicurezza…mentre aumenta la domanda del cittadino.
    Nello specifico io Sindaco sono con lei, non istituzionalizzerei le ronde, ma accetterei molto volentieri la collaborazione dei cittadini.

  4. alessandro Scrive:

    Secondo me c’è una soluzione ben migliore e più efficace delle ronde: il famoso “poliziotto di quartiere”, se finalmente iniziasse ad esistere. Ho in mente un gruppetto di poliziotti per ogni quartiere, che rimane sempre fisso in zona dandosi il turno. I poliziotti conoscerebbero pian piano tutti gli abitanti del quartiere, i negozi, le abitudini, gli orari di carico e scarico, i gruppi di giovani, ecc. Quindi potrebbero concentrarsi immediatamente su qualsiasi cosa o persona anomale, che verrebbe evidenziata immediatamente. Anche gli occhi dei rapaci funzionano in questo modo, hanno dei circuiti cerebrali che eliminano tutte le informazioni che sono “immagini fisse” e sono in grado di vedere immediatamente qualsiasi cosa che si muova. Mi scuso per la brevità, è un argomento che andrebbe magari discusso meglio, ma è solo per lanciare un sasso.

  5. chiara Scrive:

    Vivo un altro comune capuogo dove le ronde trovano ampio appoggio.Credo molto nell’azionismo civico,avendolo fatto,per quanto possibile,uno stile di vita e professionale. Ritengo pero’ che uno degli elementi cardine della democrazia e’ che la gestione dell’ordine pubblico sia monopolio dello Stato,per evitare pericolose ambiguita’.Compito dei cittadini e’ compartecipare all’inderogabile doveri costituzionali di solidarieta’,di rimozione degli ostacoli che impediscono la realizzazione dl persona

  6. roberta Scrive:

    Condivido pienamente l’apporto dato da alessandro, per me potrebbe essere una buonissima idea.

  7. diego Scrive:

    Gli unici che a mio avviso hanno il diritto/dovere di intervenire si chiamano: corpi di polizia e carabinieri. non possiamo accettare una cultura da film western!

  8. Paolo Giaretta Scrive:

    E’ evidente che la proposta delle ronde ad altre ancora più indecorose, come quella di impedire di fatto le cure ai clandestini, serve solo a tentare di nascondere in grande fallimento delle politiche di sicurezza di questo governo. Molte promesse e nessuna relaizzazione. Le ronde sono sbagliate perchè non produrranno alcun migliormento della sicurezza, ma al contrario la peggioreranno:
    1) demotivazione di polizia e carabinieri che invece di occuparsi dei malfattori dovranno perdere tempo a garantire la sicurezza delle ronde e a inseguire segnalazioni di situazioni di insicurezza non sempre fondate
    2) diffusione di un clima di ancora maggiore insicurezza, possibili risse tra entusiasti rondisti e cittadini, perchè succederà che le ronde tenderanno ad applicare propri criteri “politici” non necessariamente condivisi.
    E se agissero più ronde di gruppi diversi, ancora più confusione. Chiacchiere invece di soluzioni, e intanto viene alimentato un sentimento di odio civile pericolosissimo

  9. Fabio Scrive:

    Sono d’accordo con Flavio. Le ronde non servono e possono essere invece dannose. Quello che serve è:
    1. certezza della pena. Cofferati oggni scrive sul Corriere “perchè quel criminale era fuori?”.
    2. monitoraggio del territorio (polizia municipale, videosorveglianza,..ho letto con piacere che verrà messa una telecamera in piazzetta Forcellini);
    3. combattere il degrado (v. teoria dei vetri rotti);
    4. regolarizzare gli immigrati che lavorano onestamente.

  10. Gianni Berno Scrive:

    Anch’io concordo sul fatto che la strada per garantire maggiore sicurezza nella nostra e in altre città italiane non passa per la scelta delle ronde. I cittadini possono dare un ottimo contributo ad esempio nella gestione dei parchi, davanti alle scuole etc. (ottima l’esperienza di supporto dei nonni vigile) nel segnalare immediatamente situazioni di degrado e di pericolo nelle periferie, quindi un buon contributo di controllo sociale che in passato era più attivo; ma quando si tratta di intevenire contro situazioni di microcriminalità o peggio è bene che a farlo siano le forze dell’ordine con tutta la professionalità del caso. Piuttosto come sosteneva il nostro Sindaco qualche giorno fa val la pena di considerare una rivisitazione del ruolo della polizia municipale, che a mio avviso dovrebbe assomigliare di più ai poliziotti inglesi, pronti ad intervenire immediatamente nei vari rioni al primo segnale di pericolo.

  11. Marcello Zanonato Scrive:

    Mi pare che la questione delle ronde ci sia un dato pratico poco considerato: quanto a lungo possono durare?
    Intendo dire: finora si sono visti cortei fatti di notte, ma incassato il risultato mediatico le “ronde” sono state abbandonate. E’ chiaro che pattugliare il territorio come attività di volontariato prolungata nel tempo è molto pesante. Un giretto di notte di tanto in tanto è bello, ma tutti i giorni o tutte le notti è insostenibile per chiunque. Anni fa c’è stato il caso dei City Angels che volevano sorvegliare la stazione di Padova, qualcuno ne ha più sentito parlare?
    E’ probabile perciò che le ronde verranno attivate in caso di un evento particolarmente grave in una data zona, vale a dire il classico chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.Penso che non ci sia niente di male che la gente esca di più la sera a passeggiare e che questo possa anche avere una sua utilità nel rendere più sicura in un dato momento una determinata zona, tutto il resto però è propaganda.

  12. Costanza Vittoria Libertà Papalia Scrive:

    Sono completamente d’accordo, le ronde non sono altro che un’azione mediatica occasionale.Ad essere preoccupante infatti non è la ronda in sè, ma il fatto che un gruppo di cittadini si arroghi il diritto di effettuare controlli su altri cittadini, scavalcando così uno dei concetti fondanti su cui si basa lo stato, ossia che vi siano forze dell’ordine riconosciute come tali dall’intera comunità.Inoltre coloro che hanno così prontamente impugnato il fenomeno e del quale così orgogliosamente hanno fatto parte sono, purtroppo, politicamente schierati(non credo che l’appellativo “ronde padane” si riferisca semplicemente ad un dato logistico) e questo rende automaticamente impossibile che vengano riconosciuti o rispettati dal resto della cittadinanza.Se poi vogliamo metterla su di un piano pratico, abbiamo già potuto constatare che i coscienziosi cittadini che dovrebbero proteggere le nostre strade non hanno i numeri, la forza, e giustamente nemmeno gli strumenti per opporsi efficacemente…

  13. Giulia Scrive:

    la legalizzazione delle ronde implica anche che le ronde debbano essere “retribuite”. A questo punto diventa un lavoro, per di più pericoloso per tutte le considerazione che ha espresso. Dopo la polizia, i carabinieri, la polizia locale, la guardia di finanza ecc…quanto ci costa la sicurezza?

  14. Adina Agugiaro Scrive:

    cosa vogliamo fare i rondisti, quando abbiamo perso ogni senso civico?
    prima di fare i poliziotti per ridere , ricominciamo a fare qllo che facevamo un tempo : tenere d’occhio il comportamento dei bambini- ragazzi per strada; dare una mano ai vecchi in difficoltà ; chiamare il 113 se vediamo un drogato in crisi d’astinenza e non girare la testa dall’altra parte ; accorrere in aiuto di qualcuno in pericolo( cosa facevano le decine di palestrati da sommariva, mentre venivano aggrediti i due fidanzati?) d’improvviso ci sentiamo presi dal fuoco di
    ” rendere più sicura” la città tramite gruppi para- militari e singolarmente ce ne freghiamo ( o abbiamo il fottuto terrore ) di compiere un atto di solidarietà civile. quanta ipocrisia e soprattutto : occorre mettersi assieme per sentirsi leoni, quando da soli ci si comporta da conigli codardi ?

  15. Adamo Menarello Scrive:

    La politica degli annunci e dei “più uomini sulle strade” purtroppo non funziona. Noi possiamo anche mobilitare anche i tank e schierare i nostri elicotteri da combattimento ma purtroppo queste misure non saranno mai incisive.
    Quando viene arrestato, magari in flagranza di reato uno spacciatore o un qualsiasi deliquente, anche se si riesce a fare il processo per direttissima, non andrà mai in galera perchè per questo genere di reati, essendo previste pene basse, scatta la legge gozzini e altre leggi affini che consentono la sospensione della pena, l’affidamento in prova ai servizi sociali, ecc.
    Se si vuole intervenire realmente sul problema della sicurezza si deve necessariamente cambiare la legge attuale. I famosi spacciatori liberi dopo 24 ore dall’arresto sono dovuti a questo genere di normativa.
    E’ sconcertante vedere gran parte del parlamento e molti amministratori locali chiedere solamente più uomini, più mezzi, più fondi.

  16. Giovanna Scrive:

    la giustizia “fai da te” penso sia la soluzione PEGGIORE al problema che ci si presenta..perchè questo diventerà:una giustizia fai da te, con il rischio di far degenerare ancor di più la situazione, anche perchè sicuramente alle ronde non andranno sicuramente ARMATI solo di telefonino…quali sono i principi che questo governo fornisce a noi giovani??!!non ho parole….

  17. Luca Scrive:

    Neanche io sono a favore della giustizia fai da te…ma se nessuno protegge la nostra incolumità…è normale che ognuno si arrangi come può! Naturalmente non è la soluzione migliore, ma se non vogliamo un Far West per le strade meglio che si trovino soluzioni urgenti!!!

  18. Daniela Soravia Scrive:

    Credo anch’io che le ronde non servano a niente, forse anzi peggiorerebbero dei conflitti perchè se chi vi partecipa ha dei preconcetti verso un gruppo etico piuttosto che contro chi si veste in un certo modo si potrebbero scatenare situazioni difficili da ricomporre.
    Concordo in pieno con Adina, purtroppo manca il senso civico e le voglia di intervenire se si vede qualcosa che non va, l’ho sperimentato qualche tempo fa quando io è un’altra signora abbiamo soccorso un ragazzo in bici caduto. Le macchine hanno iniziato a fermarsi a chiedere se serviva aiuto solo quando è arrivata l’ambulanza e non prima.

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