Nucleare si o no? Io sono contrario all’energia nucleare ma….

Non sono contrario all’energia nucleare. Penso che sia importante usare le energie rinnovabili (energia idraulica, energia eolica, energia fotovoltaica ed anche risparmio energetico) ma credo anche che queste energie non bastino per soddisfare il fabbisogno energetico di un mondo in cui vivono oramai 7 miliardi di persone. (8 miliardi nel 2020)

Prima della rivoluzione industriale nel mondo vivevano all’incirca 600 milioni di persone; fino ad allora le energie utilizzate erano solo quelle rinnovabili ovvero quelle animali, un po’ di energia eolica ed idraulica, l’energia di combustione del legno.

La rivoluzione industriale si è avviata -1760- e si è sviluppata grazie al carbone e circa un secolo dopo è iniziato l’utilizzo intensivo del petrolio. Ancora un secolo dopo sono state realizzate le prime centrali nucleari a fissione.

I combustibili fossili, il carbone e il petrolio, che rappresentano un accumulo di energia avvenuta in passate ere geologiche, sono destinati prima o dopo ad esaurirsi.. speriamo il più tardi possibile. Liberano energia formando, tra gli altri elementi, anidride carbonica che è responsabile dell’effetto serra.

Non mi pare possibile che il mondo possa funzionare con 7 miliardi di persone, una gran parte delle quali ha a disposizione quantità minime di energia, pensando di utilizzare solo le “energie rinnovabili” e in attesa dell’energia da “fusione”, che rappresenta la grande speranza per il futuro, mi pare inevitabile utilizzare il nucleare.

Naturalmente si tratta di utilizzare tutte le precauzioni possibili per un nucleare pulito e sicuro sia nella produzione di energia sia nello smaltimento delle scorie.
Su questo, e non sulla paura di una tecnologia, è aperta una sfida. Quanto all’incontro Sarcozy-Berlusconi mi pare che per ora abbia solo sortito un annuncio

43 Commenti a “Nucleare si o no? Io sono contrario all’energia nucleare ma….”

  1. Adina Agugiaro Scrive:

    Nel vecchio referendum votai contro il nucleare, ma col tempo, a motivo delle ragioni esposte dal sindaco, ho avuto motivi di ripensamento e di riconversione alla causa del nucleare . non ci si deve fossilizzare su una convinzione, col mutare delle cose.

  2. Robye Italy Scrive:

    ..energia..
    le persone non hanno ancora cognizione del valore di “energia” tanto da non aver la coscienza del risparmio di energia.
    Solo quando un black out anni fa ci lascio’ la notte completamente all’oscuro, solo allora qualcuno comincio’ a percepire il senso di “senza energia”.
    Quando vi sono i tira e molla del passaggio del gas dall’Est le persone manco si rendono conto che vuol dire… aver minor fonte energetica.
    Le energie rinnovabili o alternative sono sicuramente da valutare, anzi.. dovevano essere valutate ma per non so quale principio tutto quello che è nuovo e alternativo in Italia non piace…. Visualizza altro
    Dovremmo guardare a certi paesi del Nord Europa per capire quale coscienza dell’energia e cosa apportano in più in senso di quantità ma anche di qualità (ambiente, tanto per citare un riflesso positivo), le energie alternative.
    In merito all’energia nucleare io la descriverei come una sorta “più facile, più pericolosa”…

  3. Francesco Scrive:

    Non sono un tecnico, ma dal dibattito mi pare emergano due problemi:

    - i costi: sembra che il nucleare sia molto meno conveniente di quasi tutte le altre fonti, se si considerano i costi complessivi;

    - lo smaltimento delle scorie, che semplicemente pare non possa essere “pulito e sicuro”;

  4. Robye Italy Scrive:

    non tanto (anche se non si puo’ dimenticare tale ferita mondiale che ancora oggi molte persone portano…nel cuore e nel fisico) per gli incidenti tipo Chernobyl… ma quanto quello che comporta in “attenzione”, “sicurezza” nell’avviare un progetto per l’energia nucleare.
    In Italia c’… Visualizza altroè una grande disattenzione per i piccoli ambienti di lavoro, ove si registrano costantemente difformità da quanto previsto dalle norme nazionali e europee in merito alla sicurezza e salute in merito all’ambiente (e non solo quello di lavoro)… ancora oggi ci sono persone mal sopravvissute all’amianto.. cosa dire se una tal disattenzione fosse riservata al nucleare?
    Non è una visione pessimista quanto una valutazione precauzionale: andare a braccetto con la Francia puo’ anche essere un modo per non rimanere indietro rispetto alla comunità europea e agli altri paesi avanzati, dal punto di vista dell’energia ed economia, ma questa non è una garanzia che puo’ colmare quello che, purtroppo spesso, in Italia
    ..si affronta superficialmente.
    Va bene al nucleare, giusto per non vedere le nostre economie barattate con il costo di un barile di petrolio o in balia delle scaramucce sul passaggio del gas…ma prima è necessario un progetto di tipo sociale, ambientale e della coscienza e della serietà di chi avrà per le mani questo progetto…

  5. Michele Scrive:

    la materia prima è consumabile e non si sa quanta ce ne sia per certo. lasciando da parte il discorso delle scorie, ovviamente. Le rinnovabili sono pulite ed “eterne”. Producono meno, ma costano meno e ci sono ora. Piuttosto che il nucleare tra dieci anni.

  6. Barbara Scrive:

    Il giorno che mi convinceranno che il problema delle scorie sarà risolto in modo definitivo e innocuo per l’ambiente sosterrò il nucleare. Ma come si fa a pensare che un impianto che costa una immensità e ci vogliono almeno 10 anni per costruirlo risolva il problema energetico in Italia! Con la velocità con cui viaggia il progresso e la ricerca scientifica, quando questi impianti verranno inauguratii saranno già vecchi e superati.

  7. Barbara Scrive:

    Tra energie rinnovabili, risparmio energetico e finanziamenti alla ricerca scientifica sulla fusione fredda ce ne sarà per tutti!
    Jeremy Rifkin, economista e presidente della Foundation on Economic Trends, in una intervista all’Ansa, interviene sullo sviluppo delle energie pulite nel nostro paese. L’Italia, sostiene il noto economista, “ha le capacità per guidare il mondo fuori dall’era del petrolio e portarlo in quella dell’idrogeno, ma credo che non abbia ancora intaccato la superficie del suo potenziale”. Se lo dice lui…
    Il nostro paese, sostiene l’economista, ha delle potenzialità enormi: “Si tratterebbe di fare una valutazione seria, con una mappatura a livello nazionale delle fonti rinnovabili presenti sul territorio. Dovrebbe essere il frutto di una partnership pubblico-privato fra Governo, Regioni, piccole e medie imprese, grosse aziende e cooperative di … Visualizza altroproduttori”. Occorre, dunque, investire nelle nuove tecnologie e sviluppare una rete elettrica “intelligente, come avviene oggi per internet. Abbiamo bisogno - spiega Rifkin - che politici, comunità economica e società civile abbiano una buona dose di immaginazione semplicemente perché tutto questo già esiste. Altri governi sono già al lavoro.
    Serve un dibattito a livello nazionale, è una responsabilità di tutti in Italia. Con Pecoraro Scanio ne abbiamo parlato per anni, ora è il momento di agire”.

  8. Michele Scrive:

    mah secondo me si che bastano. mettiamo i pannelli; un pannello da abitazione produce il consumo medio annuo di una famiglia. mettiamo l’eolica, la geotermica, l’idroelettrica, secondo me se le cose fossero fatte bene si abbatterebbe la necessità di produrre ulteriore corrente.
    i comuni stanno già da tempo installando pannelli sugli edifici … Visualizza altropubblici, il costo continua a scendere e producono energia per almeno 20 anni…
    Non so, il nucleare viene presentato come “energia infinita con materia prima minima”, ma da quello che ho capito la materia prima scarseggia…
    ad ogni modo Flavio, se 7 miliardi di persone non sopravvivivono con le rinnovabili, cosa facciamo finite le fonti consumabili?

  9. Angelo Boschetti Scrive:

    il mondo moderno richiede energia in quantità sempre crescente sotto due forme principali:
    - energia elettrica per riscaldare/condizionare e illuminare, per conservare gli alimenti, per trazione ferroviaria e per produrre beni
    - combustibili per alimentare ii motori di mezzi mobili (automobili, navi, aerei).

    L’ energia elettrica può essere prodotta oggi in quantita adeguate alle crescenti necessità da:… Visualizza altro
    - idraulica (unica fonte rinnovabile e pulita di energia in quantità elevate) che in Italia però è completamente sfruttata e soddisfa ormai solo una piccola quota del fabbisogno (negli anni sessanta era la quota maggiore- nazionalizzazione)
    - combustibili “naturali” (idrocarburi, carbone)
    - nucleare

    Se ci pensiamo bene produrre energia “bruciando” qualcosa è un sistema molto “rozzo” che ha due svantaggi fondamentali: distruzione in pochi anni delle scorte che si sono formate in molti millenni e grave inquinamento ambientale.
    Resta il nucleare che non è certamente l’ ottim

  10. Albino Salizzato Scrive:

    Michele e Barbara: chi deve risparmiare energia? I cinesi? Gli Indiani? Tre quarti dell’umanità è sottosviluppata e proponete il risparmio, mi pare difficile che questo avvenga. la Cina cresce il PIL con ritmi vorticosi.

  11. Michele Scrive:

    ah no infatti è vero… ma pensa che se hai una centrale solare il sole non te lo toglie nessuno, con il nucleare non sappiamo assolutamente quanta materia prima avremo tra dieci anni, e come dici, se nel mondo puntiamo tutti su quello… diventerà diciamo “poco conveniente” come mezzo di produzione. economicamente.

  12. Arnaldo Marca Scrive:

    Secondo l’IAEA il peso dell’energia nucleare rispetto ad altre fonti … Visualizza altroè destinato a ridursi entro il 2020.Questa previsione trova conferma osservando l’assenza di investimenti nella costruzione di nuove centrali nucleari in Europa negli ultimi 20 anni ,eccezion fatta per la Finlandia.La domanda che ci si pone è,come mai questo accordo con il maggior produttore di energia nucleare in Europa?Non è che il Presidente Sarkozy punta sui fondi pubblici italiani per sostenere l’industria nucleare francese con un nucleare di terza generazione,che per gli addetti ai lavori risulta essere costoso?Al limite,se proprio si vuol puntare al nucleare non è meglio potenziare la ricerca su quello di quarta generazione?Nel frattempo non si sta perdendo tempo e occasioni per rilanciare il settore delle energie rinnovabili come sta facendo Obama?Oltre tutto in questo momento di crisi sarebbe anche fonte di occupazione immediata per tante persone.

  13. Ricky Raffaele Scrive:

    La vedo più come una scelta politica di facciata: se si volesse sinceramente andare sul nucleare ci si orienterebbe alle centrali a torio, più abbondante e meno radiotossico dell’uranio; inoltre da risultati più convenienti in termini economici e più efficienti in termini energetici. Sono favorevole al nucleare ma spero che non venga dato in mano ai soliti idioti che non sanno come gestirlo.

  14. Angelo Boschetti Scrive:

    .. l’ ottimo: comunque distrugge la materia prima, presenta problemi di stoccaggio delle scorie, che hanno una vita media molto lunga. Tuttavia allo stato attuale della tecnica consente produzioni in quantità a costi molto più bassi dei combustibili fossili senza grave inquinamento ambientale (una volta messe in sicurezza le scorie).
    Mi sembra … Visualizza altroquindi un passo necessario in attesa della “fusione” nucleare ( probabilmente tra trenta- cinquant’anii).
    Nel frattempo sono, da parte di tutti ( privati e istituzione), doverose due cose:
    - riparmiare sui consumi energetici
    - non perdere occasione per coprire quote crescenti del fabbisogno energetico attraverso l’ uso di fonti alternative di produzione possibilmente rinnovabili e a bilancio energetico positivo.

  15. Alberto Savio Scrive:

    Non sono un esperto ma mi pare che il nucleare sia estremamente costoso e non conveniente. E’ costosissimo smaltire le scorie radioattive e costa miliardi (non milioni) di euro smantellare le centrali obsolete. Oltretutto l’uranio non … Visualizza altroè una risorsa infinita e i costi per l’estrazione sono sempre più alti. Il saldo energetico non appare conveniente, considerando tutti i fattori coinvolti. Ho assistito di recente a una conferenza di Gianni Tamino che considera sbagliato investire miliardi sul nucleare: andrebbero investiti nella ricerca per dotarci di una tecnologia proprietaria per l’utilizzo dell’energia solare, che all’Italia non manca. In questo settore la Germania è stata molto più lungimirante, ha investito nel settore e adesso incassa da tutto il mondo. Invece sull’energia eolica non c’è da fare affidamento, poco vento in Italia, dice Rubbia.

  16. Luca Lavezzo Scrive:

    ma cosa ci interessa smaltirle abbiamo tantissimi paesi africani che possono tenerle al costo di una pipa di tabacco

  17. Paolo Cavazzana Scrive:

    Ancora una volta la propaganda berlusconiana (nucleare fra oltre 10 anni…sic!) … Visualizza altroè fatta per distoglierci da altri problemi ben più gravi e contingenti. Sul nucleare, 20 anni fa, ho votato convintamente contro probabilmente anche sull’onda emotiva di Chernobyl, ma nemmeno oggi mi sento di sdoganarlo al 100%. Lo farei solo perchè, pragmaticamente, siamo circondati da centrali nucleari in Europa e, pertanto, il rischio lo corriamo sempre: tanto vale quindi sfruttarne i (pochi) benefici anche in Italia. Sono invece dalla parte delle rinnovabili: il vento e il sole del nostro Paese sono inesauribili ed in misura sicuramente maggiore di Germania e Danimarca dove le “eliche bianche” sono a centinaia.

  18. Laura Scrive:

    Sono d’accordo con Arnaldo Marca, finirà che gli italiani finanzieranno le centrali francesi. Il che potrebbe forse essere accettabile se ne ottenessimo l’energia in cambio senza costruirne di nuove, visto che nessun altro lo sta facendo. A proposito non siamo tra i finaziatori di una centrale nucleare in Albania ?
    Vale poi la pena di ricordare che… Visualizza altro il nucleare produce solo energia elettrica, non farà funzionare le nostre auto nè le caldaie a metano
    Eppoi ci pensate, non appena avremo finito le guerre per il petrolio, una volta esaurito, ricominceremo con quelle per l’uranio !
    Ricerca, ricerca, ricerca

  19. Michele Baggio Scrive:

    Oggi come oggi, cominciare ora ad usare il nucleare in Italia è da pazzi…
    1) Costo Uranio nel 2001: 7$ alla Libbra; Costo Uranio nel 2007: 137$ alla Libbra, con trend in crescità…NB L’Italia non dispone di Uranio, quindi dovrebbe importarlo.
    2) Per costruire una centrale ci vogliono in media 10/15 anni e circa 5/6 Miliardi di Euro. Piccolo esempio in Italia per la costruzione della centrale di Montalto di Castro, si era arrivati al duecentocinquantesimo livello di sub-appalto; con relativa decuplicazione dei costi.
    3) In giro per l’Italia ci sono ancora le scorie delle nostre ex-centrali di 20 anni fa, e ricordo che da Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008 è esteso il segreto di Stato sull’individuazione del sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari.
    4) Se abbiamo problemi per trovare e gestire le discariche per “risolvere” il problema dei rifiuti ordinari Campani, scomodando l’Esercito, non oso immaginare col Nucleare cosa succederebbe.

  20. Michele Baggio Scrive:

    5) Per non parlare poi di quanto succulento possa essere per le più svariate organizzazzioni criminali l’affare Centrali Nucleari.
    6) Ultimo e più importante ancora c’è un Referendum Popolare, opinabile perchè fatto putroppo sfruttando l’onda emotiva di Chernobyl,che ha decretato il NO dell’Italia al Nucleare, sarebbe un filino Incostituzionale fare finta che non sia mai stato fatto.
    7) I dati ufficiali dell’Environment Agency Inglese dicono che un singolo impianto in un anno usa 6.637.306 metri cubi d’acqua, quindi uniche locazioni possibli vicino Laghi e/o Coste.

    Io non sono contro il Nucleare, ma qui in Italia purtroppo noi siamo troppo troppo in ritardo coi tempi per metterci a farlo.

  21. Vincenzo Marini Recchia Scrive:

    Una domanda preliminare vogliamo continuare a costruire un’Europa sempre più entità poltica unitaria o seguire quanti coltivano ancora illusioni nazionali o addirittura regionali? Esiste uno studio complessivo sulla potenzialità della produzione di energia idroelettrica nei paesi aderenti alla comunità europeapenso al bacino del basso e medio Danubio e dei Balcani? e gli investimenti per la sostituzione delle centrali nucleari esistenti con la generazione più sicura e produttiva non riguardano l’insieme della Comunità Europea? così come le piattaforme di stoccaggio e rigassificazione del gas naturale? Detto che un piano europeo di riduzione dalla dipendenza dal petrolio e dal carbone é ormai esigenza urgentissima di indipendenza economica e politica oltre che di coerenza con politiche ecosostenibili, non mi tirerei indietro se l’Italia, dentro questa concertazione, venisse chiamata a fare la sua parte. Berlusconi fa spot, intanto chiedete a Galan se candida il Veneto ad ospitare almeno una centrale…magari a Porto Marghera…

  22. Maria Chiara Crivellari Scrive:

    ho letto tutti gli interventi , a dire il vero si sente parlare di centrali di 4a generazione, quidi centrali con tecnologie ancora da sviluppare , perciò ancora oggetto di ricerca … L’Italia ha ridotto la già pur esigua quota dei finanziamenti per la ricerca , non ha la capacità di stoccare materiale raddioattivo , se non nel sito individuato anni fa nel sud. Dovrebbe avvalersi di società come Enel , che non sono nemmeno in grado di gestire al meglio al rete elettrica …Pali fattiscenti , linee con tralici arrugginiti e stazioni cadenti.
    Socetà che non sono in grado di produrre una propria capacità di ricerca . Sempre Enel, da 3000 ricercatori in pochi anni è passata a 500 , dei quali un centinaio in mobilità… Ha acquistato un a piccola centrale nucleare dell’Est , per poter vantare credenziali di società esperta in tale campo , ha acquistato tecnologia ormai vecchia , relativa alle centrali a carbone, dall’America, pagandola a peso d’oro…
    Ha sviluppato la capacità di attuare le innovazioni con progettualità già vecchia, vedi gli interramenti dei cavi degli elettrodotti . Tecnologia già applicata in diversi paesi europei, ma Enel prima ha costruito gli elettrodotti , poi , immediatamente dopo ( leggi giorno dopo), ha richiesto l’adeguamento per la salute pubblica , prendendo altri denari per rifare quello che veva appena finito… spreco di tempo, risorse e di denaro… Dimenticavo “una piccola” particolarità : e i denari per attuare le centrali nucleari di 4a generazione dove li prendiamo ? dalla UE ? Non sono sufficienti. Quanto detto è solo una parte di quello che si potrebbe elencare nella colossale presa in giro a proposito delle centrali di 4a generazione
    Buon lavoro a tutti

  23. Amerigo Dossi Scrive:

    l’unica soluzione, se non vogliamo far aria fritta, è un serio studio per cambiare modello di sviluppo, riducendo i consumi di energia.
    pensiamo a quanta energia serve per produrre l’alluminio, a quanta energia consumiamo in abitazioni che disperdono il calore, e soprattutto a quanta energia sprechiamo con motori termici che per loro natura hanno un rendimento molto basso.
    le leggi della termodinamica, non possono essere modificate per decreto, i cicli termici teorici hanno dei rendimenti molto inferiori al 50%, si pensa di continuare su questa strada?
    anche il nucleare per produrre energia elettrica utilizza un ciclo termico per far funzionare le turbine, e quindi anche in questo caso sprecheremmo una grossa quantità dell’energia che si produce.

  24. Elisabetta Leban Scrive:

    Al referendum di 20 anni fa votai a favore del nucleare: ritenevo che ci fossero già allora in Italia le competenze tecnologiche per proseguire in sicurezza su quella strada, appena iniziata con la costruzione di alcune centrali nucleari, che avrebbe potuto rendere l’Italia più autonoma ed indipendente dal punto di vista energetico ( le centrali, invece, sono costate tantissimo solo per essere smantellate!)
    A maggior ragione penso che oggi, con l’evoluzione di TUTTE le tecnologie per la produzione di energia, si possa guardare ANCHE al nucleare con atteggiamento più razionale e sereno di allora.
    Mi pare difficile che noi dei paesi ricchi ( anche con la crisi incombente ) riusciamo a rinunciare a tutte le comodità che abbiamo acquisito e penso che sia giusto che tutte le popolazioni possano godere dello stesso benessere. La politica energetica dovrebbe essere governata a livello mondiale, senza pregiudizi di sorta, usando al meglio e con fiducia tutte le tecnologie attuali.Utopia?

  25. Michele Liccardo Scrive:

    Io penso che oramai il tempo del nucleare come energia alternativa sia finito.
    Personalmente non ho potuto votare al referendum dell’86 in quanto io stesso sono nato quell’anno, ma come sempre è stata la scelta di tempo peggiore: decidere se introdurre o meno l’energia nucleare in seguito ad un guasto e conseguente disastro di Černobyl’ è come voler imporre un secco NO allo sviluppo di quel tipo di energia. Oramai, come molti altri hanno detto prima di me, è tardi. Anche i Paesi che utilizzano questo tipo di energia da anni stanno cercando fonti energetiche alternative, perchè la materia necessaria, seppur presente in percentuale maggiore rispetto ai combustibili come il petrolio e il carbone, è pur sempre presente in numero finito.
    A mio avviso sarebbe una scelta più cosciente investire nelle energie “pulite” e “rinnovabili” quali l’eolica, l’energia solare, l’idroelettrica e affini, cose che peraltro in un Paese come l’Italia sarebbero fattibili.
    Il nucleare andava fatto 20 anni fa.

  26. Amerigo Dossi Scrive:

    michele.
    siamo sicuri che esistano energie alternative pulite
    1 idroelettrica richiede grossi sconvolgimenti del territorio.
    2 eolica ha un grosso impatto ambientale, poi in italia esistono pochi siti adatti
    3 fotovoltaico quanto inquina il processo di produzione dei pannelli solari nessuno l’ha mai detto.

  27. Michele Liccardo Scrive:

    ovviamente tutti i metodi di produzione energetica hanno dei costi a livello di inquinamento, ma si intende sempre energie che hanno impatti ambientali minori rispetto a quelle attuali. Non metto in dubbio che anche idroelettrica o fotovoltaica abbiano fattori di inquinamento nella produzione.

  28. Paola Lincetto Scrive:

    Ero e resto contraria al nucleare, perlomeno a considerarlo come l’unica via d’uscita dalla crisi energetica. Sette miliardi di persone non possono vivere con le sole rinnovabili? Può essere, ma nemmeno con il solo nucleare e quindi vorrei che il nostro governo intraprendesse,finalmente e come da tempo ha fatto la Germania, una seria politica di incentivazione dell’uso delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, geotermico, tutte fonti di cui siamo particolarmente “ricchi”). Inoltre, pare proprio che il nucleare presenti alcuni problemini non da poco: in Italia nessuno vuole le discariche, figuriamoci le centrali nucleari, i costi di realizzazione dei nuovi impianti sono molto esosi e, suppongo, a carico dei cittadini, l’urario potrebbe esaurirsi prima del petrolio, rimane irrisolto il problema delle scorie e le centrali di nuova generazione, Epr, hanno un rischio di incidente più basso delle attuali ma, se questo si verificasse, sarebbe più grave dei peggiori avvenuti finora.

  29. Federico Boscaro Scrive:

    il problema è: con i soldi (tanti, secondo importanti economisti e capi di stato, troppi) che si spenderebbero per fare le centrali nucleari si potrebbe fare ricerca per migliorare l’efficienza della produzione di energia da fonti rinnovabili (unica soluzione seria a lungo termine) e diminuire gli enormi sprechi che avvengono in fase di consumo?

    Altrimenti visto che su decreto sicurezza, proibizionismo in tema di droghe, nuclare ecc. si va così d’accordo con il Governo Berlusconi si dica una volta per tutti che governano meglio del centrosinistra. E non stupiamoci se vince e stravince visto che anche a “sinistra” gli si spiana il terreno…

  30. Angela Caldon Scrive:

    Prima si comincia seriamente con le energie “pulite”, prima si perfezionerà la loro efficenza.Il nucleare dovrebbe venire eventualmente, solo dopo aver sviluppato e attuato un serio piano energetico basato sulle energie alternative, che prenda in esame il reale fabbisogno dello stato: aziende, industrie, abitazioni, trasporti ( perchè non rafforzare il sistema ferroviario per il trasporto merci e renderlo competitivo con quello su gomma?) e che si basi anche sull’educazione al consumo. Non mi è chiaro poi il perchè di questo accordo con la Francia, quindi contraria al nucleare.

  31. Roberto Furlan Scrive:

    L’Italia consuma già in abbondanza energia proveniente dal nucleare, energia prodotta lungo i confini italiani da imprese straniere che ce la vendono ad un prezzo superiore a quello che sarebbe il nostro costo di produzione. Ma secondo voi le centrali di Marcoule-Tricastin-Cruas-Saint Alban-Creys Malville-Bugey e Fessenheim sono state piazzate lì perchè graziose, ad arco verso i confini italiani, oppure per vendere energia all’Italia?
    La Francia produce l’80% dell’elettricità dall’atomo. E stanno costruendo una nuova centrale. Sarà che non ci credono…
    Come si fa a continuare nel 2009 a prendere posizioni “contro” senza offrire alternative? Quanta ipocrisia c’e’ nel porsi ancora in posizione contraria al nucleare di fronte ai fatti?

  32. Marco Bruzzo Scrive:

    Non sono contrario all’energia nucleare ma ho forti dubbi su come verrano costruite e realizzate le centrali: poi dove le vadano a costruire poco importa, anche noi ci siamo beccati un po’ di Curie dal collassamento di Cernobil. Ma il dubbio che mi devono togliere ancor prima di posare la prima pietra è: dove le mettete le scorie? Ancor oggi quelle relative alle centrali mai entrate a regime produttivo non si sa dove stoccarle in sicurezza per i prossimi millenni. Quanto al problema delle “rinnovabili casalinghe” non ci sarà mai, fino a quando ci saranno alcune lobby che spingono, un vero boom: nucleare, petrolio e carbone producono energia che deve essere prodotta da groabdi aziende e perciò dar profitto a qualcuno (guarda caso) mentre le casalinghe danno profitto, in prima battuta, “solo” ai cittadini e alle aziende che producono panneli, pale eoliche, pompe di calore e quant’altro

  33. Alessandro Aduc Scrive:

    fonti informate dicono che l’uranio finisce tra 30 anni. fonti informate dicono che i costi della messa fuori uso delle centrali non sono contabilizzate nel conto energetico e sono altissimi. qualche mese fa “report” ci ha fatto vedere in che modo scandaloso sono stoccati rifiuti radioattivi nelle ex centrali di trino vercellese, montalto di castro etc. addirittura a trino la piscina dei rifiuti radioattivi viene inondata dalle piene della dora…….
    e noi italiani che non sappiamo nemmeno gestire i rifiuti normali (napoli docet, ora anche la sicilia..) gestiamo centrali nucleari?
    ma ppppppperr favore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    complimenti a molte delle persone che hanno scritto prima di me per la ragionevolezza delle osservazioni e sulla loro preparazione relativa all’ argomento

  34. Maria Chiara Crivellari Scrive:

    dimenticavo di aggiungere che abbiamo delle vecchie centrali nucleari in disuso, di tecnologia francese … perchè, non andate ad informarvi a Latina, ad esempio,
    come è protetto quel sito con i reattori , le scorie e tutto il resto?

  35. Mauro Negrello Scrive:

    Mi dispiace molto che a vent’anni dal famoso referendum! che votai no al nucleare!!! non sia stato fatto quasi nulla per sfruttare le energie alternative, si avrebbe dovuto fare di più! ora invece di accelerare in quella direzione (vedi USA) si torna indietro di vent’anni!!! ditemi se questo è lungimiranza politica!!!
    Pazzesco!!!
    Ha dimenticavo, a causa del mio lavoro sono entrato più volte in una centrale nucleare Francese… vi posso assicurare che le misure di sicurezza sono ineccepibili!!! NON ho la stessa certezza che questo possa avvenire in Italia

  36. Damiano Dal Mas Scrive:

    Personalmente penso che come al solito in Italia arriviamo tardi: forse è vero che abbiamo votato nell’86 sull’onda della emotività e che è stato un errore. Ma è una cosa da risolvere adesso: se avessimo puntato sul nucleare fin da allora avrebbe avuto senso lo avremmo potuto sfruttare per 20 anni con efficacia avendo energia a relativo basso costo (sempre meglio che comprarla) e ad oggi, se le previsioni della durata dei giacimenti di uranio che avete citato sono vere potremmo sfruttarlo ancora per ancora 30 anni; 50 anni di sfruttamento della centrale porbabilmente valgono la spesa.
    Ma oggi? pensare di costruire una tecnologia che già in tutto il mondo e persino gli stati uniti danno per sorpassata anche alla luce del fatto che il costo dell’uranio sta salendo vorticosamente, come ha giustamente sottolineato anche Michele, mi sembra una cosa pazzesca.
    Se le previsioni sono corrette poi avremmo circa 20 anni di sfruttamento residui e chissà a quale prezzo.
    Invece con le fonti rinnovabili potremmo davvero rischiare di fare un iinvestimento sicuro a lungo termine.
    Non solo eolica e solare ma anche la bionergia può fare molto. E’ possibile creare biogas dagli scarti domestici in misura sufficiente a peremetterci di cucinare.
    Certo non è quella indipendenza dalle risorse che si auspica di raggiungere per l’Europa (indipendenza dal petrolio e dai giacimenti di gas naturale) ma è comuque un miglioramento rispetto a comprare tutto da fuori.
    Quello che voglio dire è che le solzioni ci sono, basterebbe che qualcuno avesse il coraggio di applicarle.
    Sembra che Obama lo stia facendo eppure credo che anche lui debba subire notevoli pressioni da chi ha interessi in ballo.

  37. Davide Bianchini Scrive:

    Il nucleare (anche raddoppiando gli impianti esistenti!!) non risolve in alcuna maniera il problema dell’approvvigionamento elettrico mondiale! ( in totale meno del 6%)qualsiasi centrale nucleare (anche di terza generazione) non viene assicurata da alcuna compagnia di assicurazioni: questo significa che o il pericolo è molto probabile o che, anche se non è probabile, l’evento dannoso porta a risarcimenti impossibili da sostenere per chiunque. I costi del kw nucleare, incudendo lo smaltimento delle scorie è più alto di qualsiasi altro metodo.
    L’unica alternativa è consumare meno. La ricerca di metodi che consentano l’aumento dei consumi di energia porta inevitabilmente a costi e pericoli insostenibili.

  38. Paolo Scrive:

    1) molti citano il referendum del 1986. alcuni si pentono della scelta negativa. tuttavia se la formulazione della domanda fosse: “vorresti che una centrale nucleare venisse costruita nel tuo comune di residenza?” credo che modificherebbe sostanzialmente il risultato. (il famoso problema del “nimby”, ossia “non nel mio giardino”);
    2) le scorie di combustibile esaurito non vanno trattate superficialmente. oltre al problema del “nimby”, non si è ancora trovato un progetto su cui la grande maggioranza degli esperti sia concorde (compreso l’unico sito militare statunitense il cui costo è di 100 miliardi di dollari, su cui la comunità è spaccata);
    3) il costo del decommissioning (smantellamento) è altrettanto rilevante nelle cifre e nei tempi (si veda il “world energy outlook” 2006, IEA, p.374).

    a riguardo un recente libro può insegnare qualcosa:
    “Con tutta l’energia possibile”
    Leonardo Maugeri, Sperling & Kupfer 2008.

    l’autore è responsabile strategie di Eni. il conflitto d’interessi è evidente, tuttavia lo è anche la conoscenza della materia.

  39. Paolo Ruffatti Scrive:

    Egregio sig. Sindaco,
    sono un padovano che per strani giri della storia è diventato il responsabile dell’officina nucleare dell’Ansaldo di Genova, quando è stata costruita la centrale nucleare di Caorso.
    Avrei da raccontarle cose incredibili, ma mi ci vorrebbe un libro: qui vorrei dirle, sig Sindaco che, conoscendo bene la materia (anche se sono passati ormai trent’anni) sarà bene stare molto lontani dal solo pensare di mettersi di nuovo a costruire delle centrali nucleari, del resto il sig B non ha mai parlato di rilanciare la nostra industria, allora di massima avanguardia (L’Asea Atom Svedese venne a costruire i due reattori di Forsmark, 3° e 4° nella mia officina, perchè, a loro detta, eravamo di gran lunga i migliori al mondo, con buona pace dei pasticcioni francesi). Berlusconi semmai vuole comperare le centrali dai francesi (quindi nessun beneficio per la nostra industria) Le dirò a proposito che ho partecipato poi alla costruzione di del superphenix francese, quindi : le lascio solo in commento: Dio ce ne scampi e liberi! … e mi creda: so di che cosa parlo!
    Cordialmente

  40. monossido Scrive:

    http://www.desertec.org
    “Whitin 6 hours deserts receive more energy from the sun than umankind consumes within a year”
    In 6 ore i deserti ricevono più energia dal sole di quanta l’umanità ne consumi in un anno
    :)

  41. Lucia Scrive:

    per fortuna i padovani l’hanno riconfermata!!!
    spero che padova continui a migliorare come in questi ultimi 5 anni.
    grazie pr le piste ciclabili!!!!
    Lucia

  42. Andrea Scrive:

    Il nucleare non risolve i problemi energetici… a livello mondiale rappresenta il 5% della produzione totale di energia elettrica e anche raddoppiandone il numero si arriverebbe al 7% (per via dell’aumento dei consumi).

    Inoltre chi sostiene che il nucleare costa meno, MENTE! In bolletta sì (perchè viene tenuto basso) ma non si tengono in conto tutti i costi di sicurezza (esercito e segreto nazionale), manutenzione ed altro. Certo questi costi non sono in bolletta ma vengono sostenuti dallo stato (e quindi da noi).

    Non ha alcun senso tornare al nucleare. Nè a livello di sviluppo, nè a livello economico tantomeno a livello ambientale (se sono tanto sicure perchè le assicurazioni non assicurano le centrali nucleari? Se sono tanto sicure farebbero solo utili… invece no. Perchè gli incidenti ci sono ma essendo tutte le strutture coperte da segreto di stato, queste non possono essere scoperte e divulgate).

  43. marco boscolo Scrive:

    Continuiamo a non prendere in considerazione che i consumi più importanti sono il raffrescamento estivo e il riscaladamento invernale, entrambi legati all’inefficienza degli edifici. Tra i due il riscaldamento invernale è molto più costoso in termini economici rispetto al condizionamento estivo (a meno che l’utente non pretenda di avere 20°C in casa d’estate). Il problema del riscaldamento non si risolve costruendo nuove centrali nucleari ma aumentando l’efficenza degli edifici (questo permette una riduzione della CO2 emessa).

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